Soldati del Regno delle Due Sicilie

Soldati del Regno delle Due Sicilie

Molti soldati del Regno delle Due Sicilie caddero vittime inconsapevoli dei loro stessi comandanti, opportunamente corrotti dagli inviati del governo inglese e appoggiati dai collaborazionisti gestiti da Garibaldi.

Piastre Turche (moneta di corruzione circolante in tutto il Mediterraneo), titoli azionari della Banca di Torino, promesse di credito: questi erano i sistemi di corruzione corrente durante gli ultimi tempi del Regno delle Due Sicilie.

L’illusione di un mondo “libero”, di un mondo “moderno” fecero schiavi e colonie in tutto il territorio napolitano.

Molti di loro furono subito deportati a Fenestrelle per finire i loro giorni al gelo delle celle senza vetri. I loro corpi furono sciolti nella calce viva per non lasciare tracce ai posteri. Altri, una volta superato lo choc, divennero ben presto briganti.

I “cosiddetti” briganti erano ex-militari del Regno, ma erano anche contadini, preti, donne, ma anche ex-garibaldini che dopo aver combattuto per liberare la terra dalle angherie di una borghesia improduttiva, si ritrovavano traditi dal Garibaldi. Tutta gente che aveva capito a cosa erano destinati. Proprio in questo periodo nacque la frase:” O briganti o emigranti“. Chi decideva di restare era costretto ad una vita di stenti e umiliazioni.

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