I treni del Sud

 

I soliti piagnoni rompiscatole: così ci identificano i “fratelli di Taglia”. Siamo i puzzolenti, frignoni, inconcludenti, incapaci, mistificatori, pezzenti “fratellastri” che pensano solo a sfruttare le risorse che la nostra “mamma iTaglia” ci mette a disposizione.

Alla base di qualsiasi società moderna, oltre alle risorse energetiche, c’è il sistema trasporti. Ce ne sono tante altre, ma i trasporti sono un elemento determinante per lo sviluppo e la produzione. Provate a pensare un produttore di miele della Sila quali peripezie deve affrontare per far arrivare il suo prodotto a Bari. E stiamo parlando di 250 chilometri. Con l’auto ci metto tre ore/tre ore e mezza per arrivare al lago Ampollino. Con il treno è praticamente impossibile. A conti fatti, senza voler raggiungere una località amena come il lago Ampollino, se volessi andare in treno da Bari  a Crotone ci metto quasi sei ore, se non ci sono ritardi o “tagli” improvvisi alle linee ferroviarie. Senza toccare il problema relativo al prezzo del biglietto: costa quanto un viaggio da Torino a Milano (150 chilometri circa)? Solo 7 euro e 55, e ci arrivate in un’ora e quaranta. Fatevi due calcoli e vedete in che condizioni stiamo.

Il problema dei treni del Sud non è soltanto relativo alla disponibilità di tragitti e personale ma anche di materiale rotabile.

Avete mai visto un treno “nuovo” in una tratta tra località meridionali? Mi riferisco a carrozze “nuove” di fabbrica con motrici “nuove” di fabbrica. Avete sentito l’odore di nuovo entrando in una “nuova” carrozza? Dopo aver visto le foto che vi mostrerò sarà difficile credere che possano mettere treni nuovi da noi. I treni che noi vediamo arrivare sulle nostre tratte non sono altro che i treni dismessi da altre tratte dei nostri “fratelli iTagliani”.

Immaginate se un pisano o un veronese vedesse arrivare nella “sua” stazione ferroviaria un treno dismesso dalla tratta Messina-Palermo!!!! ahahahahahah

Cartina ferroviaria

Cartina ferroviaria Firenze Mare

Avessero almeno l’accortezza di togliere le cartine ferroviarie dei precedenti tragitti. A pensare a male ritengo che le abbiano lasciate per offenderci in maniera più acuta.

Cartina ferroviaria

Cartina ferroviaria Pisa

Per fortuna qualche pezzo inizia a cadere.

Poggiatesta

Poggiatesta

Siate sinceri: appoggereste la vostra testa o il vostro orecchio su un poggiatesta come questo?

Porte scorrevoli esterne

Porte scorrevoli esterne

La parte interna delle porte di accesso e di uscita alla carrozza sono state ridipinte con una vernice a metà tra il grigio e l’argento. Un colore molto particolare, con sentori vagamente fantascientifici da astronave di Startreck, peccato che abbiano usato una scopa per pittare queste porte.

Porte scorrevoli esterne (particolare)

Porte scorrevoli esterne (particolare)

In questo caso la pittura usata è sempre la stessa, solo che era finito il barattolo di vernice. Oppure il pittore aveva da soddisfare qualche bisognino impellente.

Sedili con copertura

Sedili con copertura

I sedili sono (incredibile a dirsi) “sfoderabili”. Chissà se è possibile avere un colore pendant con il colore delle scarpe?

Cestino portarifiuti

Cestino portarifiuti

Per fissare i cestini portarifiuti sono stati usati modernissimi       sistemi di fissaggio con filati di titanio. Peccato che ad ogni sobbalzo del treno il cestino vibri in maniera preoccupante. L’importante è essere pronti con il ginocchio a rimettere a posto, con una energica mossa laterale, il cestino.

Posto riservato disabili

Posto riservato disabili

Chicca finale: il posto riservato agli invalidi.

In questo punto ci dovrebbe essere il posto riservato agli invalidi. Con il termine “posto” si dovrebbe sottintendere un sedile (non un trono, ma almeno un sedile) dove le persone diversamente abili, gli anziani, i portatori di protesi agli arti inferiori, possono trovare un posto libero dedicato a loro. Alla mia richiesta di chiarimenti al capotreno mi è stato risposto che questo è il posto riservato alle “carrozzelle dei disabili”. Se così fosse ci dovrebbero essere i sistemi di bloccaggio della “carrozzella” e, cosa molto più importante, ci dovrebbe essere una pedana per permettere di far salire la carrozzella dal ripiano del marciapiedi all’altezza del pianale del treno e (ancor più importante) le porte dovrebbero essere abbastanza ampie da permettere l’ingresso della carrozzella. Ma tra le porte scorrevoli esterne c’è un corrimano che permette a malapena l’ingresso a persone senza problemi di deambulazione.

Lascio a voi ogni altra considerazione al riguardo

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