«Ecco come far rimanere i nostri soldi e le nostre ricchezze al sud»

Manifestazione Casamassima (Ba)L’INTERVISTA: Abbaticchio: «Ecco come far rimanere i nostri soldi e le nostre ricchezze al sud»

11.7.2014
«Il Sud è fatto sopratutto di uomini che hanno voglia di riappropriarsi della propria terra», così Agostino Abbaticchio, coordinatore del progetto CompraSud parla della sua terra. Il Brigante Peuceta, come per anni si è fatto chiamare in rete, ha però messo in piedi un sistema di condivisione per creare un’economia equa solidale e sopratutto locale. «La mia idea di Sud si rifà a quella prima dell’invasione dei Piemontesi – spiega Abbaticchio, parlando del sud – Per onestà intellettuale bisogna dire che anche prima di loro i problemi al sud c’erano; con lotte sociali tra latifondisti e contadini e con la supremazia dei poteri forti. Tutte queste difficoltà però trovavano risposte in un piano risolutivo dei Borbone, che avrebbe certamente dato maggiori frutti rispetto a quelli attuali. Oggi ci ritroviamo con un sud che avrebbe moltissimo da rivedere, sia in termini sociali che operativi, con un mare di opportunità da potenziare. Basta fare un esempio per comprendere il mio discorso. Ci ritroviamo oggi a pagare per l’impianto Ilva sia per il disastro ambientale che per quello legato alla salute della gente. L’Ilva è il simbolo di scelte scellerate che hanno voluto violentare, abusare e opprimere il sud. Se consideriamo che l’impianto sorge su una delle zone naturalistiche più belle del nostro Paese, capiamo con poco quanto sia stato vano creare un’impresa capace di dare un reddito assistito per qualche anno e al contempo privarci di altri fonti economiche come il turismo. Solo oggi capiamo che l’Ilva non da niente e fa solo gli interessi del nord; anche parche le assunzioni non sono a vita visto che i mercati cambiano invece il nostro paesaggio e la nostra natura può regalarci reddito in eterno. Al contrario noi lo abbiamo distrutto per l’eternità con scarichi di veleni e occultamento di rifiuti». Una ricetta c’è sicuramente per questo meridione sempre messo in discussione anche Abbaticchio ha una sua formula. «Innanzitutto per risollevare il sistema – spiega Abbaticchio – bisogna abbattere il dualismo politico che ci imbevuto la testa di chiacchiere. Non più una destra o una sinistra ma un solo pensiero: “il bene del sud”. I sistemi di controllo ci impongono una doppia visione delle cose per creare disunione e dove la discordia abbonda è possibile far breccia con altri progetti che portano la firma di grandi magnati senza scrupoli, ad ogg ricchi solo grazie al sangue della povera gente. Bisogna pensare una volta tanto alla nostra terra e non ai partiti. Bisogna soprattutto capire che viviamo su una terra finita e non infinita e quindi non possiamo pensare solo ad un aumento di redditività ma alla qualità della vita. In quest’ottica dobbiamo recupera non il “ben avere” ma il benessere per non sentirci schivi del sistema ma protagonisti dei nostri tempi». Abbaticchio spiega come una semplice idea può darci tutto questo «Comprasud è una filosofia di vita – sottolinea Abbaticchio – In pratica significa acquistare, produrre e vivere a chilometro zero. Spesso per controbattono a questa mia filosofia con frasi del tipo “ma se il prodotto non può essere a chilometro zero… tipo il caffé?”, a queste persone rispondo – continua Abbaticchio – che ad oggi il cittadino ha la possibilità di cambiare lo stile di vita seguendo anche gli ideali e quindi si può optare o per un surrogato, e ritornando al Caffè può essere sostituto dall’orzo, oppure bisogna far attenzione al luogo dove avvengono le fasi produttive e quindi, continuando nell’esempio, anche lo stabilimento di torrefazione può essere un indicatore importante per creare rete a km 0. Inoltre nella nostra quotidiana scelta che ci vede spendere fior di quattrini per beni e servizi, bisogna anche tener conto delle aree geografiche particolarmente disagiate perché il sud non solo il meridione d’Italia. Può sembrare utopia ma vi garantisco che è solo una questione di abitudine e di gusti che vanno affinati con una politica educativa che faccia dei nostri prodotti delle eccellenze. È assurdo vedere i nostri ragazzi mangiare hamburger del Mc Donald’s e non i Torcinelli foggiani ad esempio. Entrambi portano a tavola parti meno nobili delle carni vaccine e bovine solo che nel primo caso facciamo oceaniche file alla cassa pur di acquistare un happy meal mentre nel secondo ci “schifiamo anche solo a sentir l’odore della brace”. Idem per la tanto osannata Nutella, che negli ultimi giorni è stata premiata con un francobollo dello Stato Italiano. Ebbene la stessa Nutella non è annoverata tra le aziende italiane ma bensì tra le multinazionali di famiglia con sede in Lussemburgo e nello stesso tempo si permette all’Ue di uccidere la pizza napoletana con decreti e disposizioni che ne variano il processo produttivo senza manco dedicargli un francobollo. Poi anche sul processo produttivo della Nutella c’è molto da dire visto che si utilizza per il confezionamento l’olio di palma, causa della distruzioni di milioni di ettari di foresta. Ma oltre a questioni legati agli ideali bisogna capire e far capire ai nostri conterranei che investire nel Comprasud significa investire nei propri figli senza spendere una lira. Per capirci meglio se inizio a mangiare zuccherando gli alimenti con il miele proveniente da un’azienda del mio paese è molto probabile che la stessa azienda incrementando la propria produzione possa assumere mio figlio o comunque un figlio di questa terra. Mangiare sud significa arricchire il sud. Guardate dietro alle etichette degli alimenti presenti nel vostro frigo e iniziate a dividerli in due panieri, uno con la scritta sud e uno con la scritta resto del mondo. Vi garantisco che troverete poco del nostro sud. Ormai anche la pasta, con il granaio d’Italia a due passi, proviene dall’Emilia o ancor peggio da qualche azienda più al nord. Come può un pastificio emiliano poter dar lavoro a vostro figlio qui al sud?. E purtroppo noi del sud siamo stracolmi di controsensi e mentre parlo di chilometro zero poi scopro dai giornali che durante la crisi della centrale del latte di Taranto gli stessi dipendenti hanno dichiarato di comprare latte prodotto altrove, tipo Parmalat. Siamo veramente assurdi certe volte».
Abbaticchio spiega poi come un cambiamento radicale del sud deve partire da noi stessi «L’arma più forte dei nostri avversari è la nostra ignoranza. Più siamo ignoranti e più siamo manipolati. Abbiamo un modo di agire spesso che si racchiude nelle parole “si tira a campà, finche va” e questa cosa avvantaggia altri territori e altre imprese. Ad esempio strumenti di sviluppo come il contratto di rete è stato utilizzato in minima parte. Su base nazionale solo è nato al 20% con non più di 1600 aziende. Questo non significa che il progetto non è idoneo per il mezzogiorno ma probabilmente che questa linea di agevolazioni non sono state studiate da commercialisti e consulenti che seguono le nostre imprese. Abbiamo quindi bisogno di maggiore attenzione alle misure messe in campo per l’imprenditoria cercando sempre di più di elevare la nostra professionalità. Il sud si deve identificare sotto un unico principio per dire basta alla cappa di una dittatura politica che non ci da la possibilità di svilupparci». In risposta Abbaticchio ha già ideato qualcosa di concreto. «Tra le iniziative tangibili c’è il Comprasud e tra le prime imprese messe in piedi c’è una sede fisica dove poter creare rete e comunicazione e dove promuoveremo le nostre campagne. Da qui partirà il Mercasud … una vetrina dove poter creare interazione, in un primo momento tra imprenditori e poi successivamente anche con la vendita ai cittadini con una sorta di Gas. Anche la scelta della location non è casuale. Difatti la sede è in Via Nizza, 85 a Bari, in un’area popolare per dare prime risposte a chi spesso a fine mese è costretto a fare i conti con problemi economici reali. A loro vogliamo proporre i nostri panieri made in sud dove far sposare la qualità e la convenienza insaporiti da un bel pizzico di identità meridionale.
E iSud ci sarà, a fianco di chi esce dal salotto e si muove verso il futuro di questo Sud potenzialmente grande, in tutto, in qualità umane e della vita. Potete contattare Agostino per informazioni chiedendogli amicizia qui su iSud o utilizzando il nostro modulo di contatto 

 

Andrea Gisoldi (i-sud.it)
#leintervistediisud #abbaticchio #comprasud #mercasud #economia #torcinello #nutella #lussemburgo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...