TROIKA: i vostri risparmi di una vita

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Ognuno di noi, nella grande maggioranza dei casi e nei casi più fortunati, ha qualche piccolo tesoretto da parte per assicurarsi una sopravvivenza nei casi più nefasti di questa truffa chiamata Europa.

Se ricordate ci fu un caso, qualche decennio fa (9 luglio 1992), in cui un baldanzoso quanto irritante economista e ministro italiano, il tristemente famoso Giuliano Amato, dispose un prelievo forzoso sui conti correnti attivi del 6% per “interesse di straordinario rilievo”. Il particolare più sim(anti)patico fu la retroattività della norma, azione spudoratamente anticostituzionale. Naturalmente tutto questo con il plauso di tutta la cupola mafiosa residente sugli scranni. Il nostro vispo Giuliano Amato, con la successiva manovra “pazzesca” di 93.000.000.000.000 lire (leggasi 93mila miliardi di lire) intendeva porre rimedio al pauroso vuoto dovuto al debito pubblico (quel vuoto oggi è di circa 2200miliardi di euro pari a 4.259.794.000.000.000 (leggasi circa 4milioni di miliardi di lire). Un vero economista (per la tasca sua) il nostro Amato, vero? Aveva capito tutto e aveva realizzato il “suo” interesse”. Ad oggi il nostro simpatico stronzetto riceve una pensione e un vitalizio per un totale di circa 1000 euro al giorno (pari a circa 2milioni di lire al giorno….provate a spenderli!).

Dopo questi ricordi indimenticabili, veniamo ai nostri giorni, Avete presente la Grecia? Sapete cosa succede  Cipro? Bene, tra poco avremo anche noi da fare i conti con un prelievo forzoso e senza che potremo fare nulla. Magari sarà un piccola suppostina dolce che allieverà per qualche minuto il peso del debito pubblico, ma non servirà praticamente a nulla. Anche se ci prelevassero il 30% dei nostri averi, sarà come somministrare una aspirina ad un malato terminale di tumore celebrale. Al massimo servirà a deprimere ulteriormente i consumi, le persone inizieranno a non far girare più il denaro determinando un crollo verticale di tutto l’apparato economico. Affermava Churchill “Una Nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico.”

Cosa facciamo dei nostri soldi? Li lasciamo nelle banche come vergini sedicenni allo sbaraglio mentre stiamo per essere invasi dai barbari mongoli? Ormai la maggior parte delle proprietà immobiliari e mobiliari registrate (parlo della gente normale e non di coloro che hanno amici, amici degli amici, amici degli amici degli amici, nell’apparato statale. Quelli possono stare tranquilli fino a quando non arriverà la rivoluzione) hanno avuto la benedizione da Equitalia e non sono più a nostra disposizione. Non ci resta che trovare un riparo per i nostri risparmi. 

Sicuramente non ce li possiamo portare all’altro mondo, al massimo possiamo lasciarli ai nostri figli, se prima non ci mandano a fan@@lo andandosene da questa “merdaccia” di paese, parafrasando Fantozzi. Potremmo investirli? Si, ma come? Se acquistiamo appartamenti ci vengono pignorati da Equitalia, se acquistiamo polizze assicurative corriamo il rischio di vedercele deprezzate non appena accadrà l’inevitabile all’euro. Cosa fare?

Un suggerimento: riacquistiamo sovranità che ci sono state sottratte da questo stato assassino. Potremmo iniziare a prenderci in cooperativa un terreno, impiegare qualcuno dei nostri figli disoccupati e iniziare a produrre alimentari in proprio. Inizieremo ad avere la piena disponibilità di frutta, ortaggi, legumi, verdure senza importarle dalla Cambogia, o dal Burkina Faso. Potremmo mangiare ciò che abbiamo coltivato e l’interesse sul nostro denaro investito sarebbe di gran lunga superiore a quello spaventoso 1% che potrebbero darci le banche. Nel giro di pochi anni avremo risparmiato denaro abbastanza e ci saremo resi indipendenti e “sovrani” della nostra alimentazione. Potremmo creare una cooperativa per l’installazione di pannelli fotovoltaici e renderci indipendenti dalla rete elettrica. E perchè non creare una cooperativa che gestisca mezzi elettrici a disposizione dei soci della cooperativa? Ci pensate? Non dovremmo più acquistare frutta, verdura, ortaggi, forse nemmeno la farina (potremmo creare un mercato di scambio tra cooperative), non dovremmo più pagare bollette di luce, non dovremmo più pagare carburanti. 

Spegnete il televisore, chiamate il vostro vicino e iniziamo a parlarne. Naturalmente tutto questo potrebbe essere rielaborato con il confronto con altra gente. Potrebbe essere sviluppato e magari avere la soluzione a portata di mano entro brevissimo tempo. Non abbiamo bisogno di grandi somme, basterebbe poco per ciascuno e un po’ di cura nelle attività da svolgere.

Questa sarebbe la vera rivoluzione, una rivoluzione silenziosa, una rivoluzione pacifica, eppure con un fattore deterrente spaventoso. Un domino che spazzerebbe via il sistema bancario entro brevissimo tempo. Ritirare soldi dalle banche e iniziare a produrre beni (non merci, ma beni. Se non capite provate a guardare qualche filmato di Maurizio Pallante e poi ne riparliamo). Evitando accuratamente di fare circolare denaro (carta straccia) e facendo circolare idee mettendole in pratica)

Questo ed altro ancora è tutto frutto di militanza in Insorgenza Civile. Io ci credo, ma sono pronto a rimangiarmi tutto se riuscite a dimostrarmi il contrario.

Brigante Peuceta

Link:
Insorgenza Civile – Bari

GIULIANO AMATO

Decrescita Felice

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