TRE GRADINI PER IL BARATRO

Antonio Conese

da il Manifesto, 8 marzo 2015

L’urto del pensiero

Tre gradini per il baratro

ita roves[1]

 È inu­tile girarci intorno. Tre sono i gra­dini che pote­vano con­durre il nostro Paese nel bara­tro. Ed è bene sapere che li abbiamo già per­corsi tutti e tre con appa­rente e beata inco­scienza. Il primo è quello della deriva etico-morale. Un Paese che non è riu­scito a tra­smet­tere ai pro­pri cit­ta­dini il senso della res publica, quindi del bene col­let­tivo e del patri­mo­nio nazio­nale; un Paese che non sa creare le con­di­zioni e le dina­mi­che per­ché fra i suoi abi­tanti, nei vari gan­gli vitali della sfera sociale, pos­sano emer­gere i più pre­pa­rati, i più volen­te­rosi, i più meri­te­voli, pro­prio per­ché anche così possa sal­va­guar­darsi e cre­scere lo stesso bene comune, ebbene que­sto Paese è già morto. È come una stella di cui ancora vediamo la luce pur sapendo che in realtà si è già spenta, e per que­sto non potrà con­ti­nuare a esi­stere nella rin­no­vata costel­la­zione. La poli­tica degra­data al livello…

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