Flavio ci ha lasciati

L’otto marzo 2016 io con i miei familiari ed i miei amici abbiamo commemorato il trigesimo della dipartita di mio fratello Flavio. Lo abbiamo fatto nella chiesa di San Leone Magno a Bitonto (Ba). Per l’occasione ho chiesto di poter leggere un mio pensiero sulla morte di Flavio ai miei amici che sono intervenuti alla funzione religiosa.
Quello che ho scritto non l’ho corretto, purtroppo le lacrime e la commozione mi ha portato a molte pause e talvolta a ripetizioni, con alcuni errori di sintassi. Ma ho preferito lasciarlo così com’era: non dovevo fare il compitino di scuola, dovevo solo riportare quello che mi passava per la testa. Per molti saranno incomprensibili alcuni tratti del mio scritto, ma chi conosce la vera storia di Flavio capirà sicuramente quello che ho voluto dire.

Giusto per essere chiari considerate che io e tutta la mia famiglia non abbiamo potuto assistere mio fratello negli ultimi anni della sua vita e ci è stata preclusa anche la possibilità di poter assistere al suo funerale e alle sue esequie. L’ultima volta che ho visto mio fratello è stato prima del Natale 2014. Era su una sedia a rotelle e l’ho lasciato baciandolo sulla fronte.

 
Buona sera e grazie per essere venuti a testimoniare la vostra vicinanza al dolore che ha colpito la famiglia Abbaticchio. Ringrazio anche Padre Guarino per avermi dato la possibilità di riunirci in questo luogo.

Con questa cerimonia suggelliamo il triste evento della dipartita terrena di Flavio.

Il dolore che ha colpito tutti noi, che ha ferito gli animi di noi familiari, ha assunto un valore particolare soprattutto per i nostri genitori. La sera in cui si sono svolti i funerali abbiamo trascorso il momento nella nostra casa paterna a pregare e a ricordare la figura di Flavio. Dopo il momento di sgomento abbiamo realizzato che Flavio aveva raggiunto  la sua vera essenza e questo ci rendeva coscienti e tranquillizzava i nostri animi. Finalmente, dopo che Flavio era stato strappato alla vita prima dagli uomini e poi dalla malattia che lo aveva colpito, ormai era libero. Flavio era tornato ad essere lo spirito libero che era sempre stato, con il suo sorriso, la sua giovialitá, la sua empatia.

Ci sono stati momenti importanti nella vita di Flavio che solo un fratello, una sorella, una madre o un padre possono sapere e capire. La morte terrena di Flavio solo un genitore può capirla, solo un fratello o una sorella può capirla e nessuno può assumersi l’onore o l’ónere di farsi testimone di questo dolore. Nessuno può assumersi l’incarico di sostituirsi ad un familiare. Fino ai miei quindici anni io e Flavio abbiamo dormito nello stesso letto, abbiamo condiviso sonno e sogni. Ogni sera ci siamo sempre raccontati le nostre giornate. La sua vita è stata sempre intrecciata a quella mia e di mia sorella. I nostri pensieri si sono sempre intarsiati tra di loro e non abbiamo mai pensato che un giorno si potesse sgranare tutto questo e sciogliere questo legame. Flavio ci è stato portato via dagli uomini e ci é stato restituito dalla morte. Sembra un ossimoro, ma é così. Coloro che lo hanno portato via da noi lo hanno fatto tutti per lo stesso motivo. Prima la giustizia umana e poi l’ingiustizia sempre umana. Forse vi sembrerà ardito quello che sto per dirvi, ma penso che Flavio, a causa del suo carattere ingenuo, la sua voglia di creare stabilità, armonia, il suo sentimento di pace, si sia lasciato coinvolgere da disegni criminosi che nulla avevano a che fare con lui. Proprio ieri ho avuto notizia che tutto quello che ha causato la rovina della nostra famiglia e, credo, sia stata la causa della morte di Flavio è stato tutto annullato da un colpo di spugna, come se nulla fosse accaduto. La beffa oltre il danno. In questo mondo fatto da una giustizia umana che va contro la giustizia cristiana, Flavio è stato l’agnello sacrificale immolato per salvare l’immagine di una società ormai disgregata. La giustizia umana che ha decretato la condanna di Flavio è un esempio di come questa giustizia sia contro l’essere umano. Cosa predicava Gesù Cristo? cosa predicava San Francesco? Quali sono stati gli esempi di Madre Teresa di Calcutta? Consideriamo invece quali sono i canoni della giustizia italiana? Derivata dalla giustizia romana, quella imperialista, la stessa giustizia che aveva studiato e professato Sant’Agostino prima di abiurarla per abbracciare la cristianità e diventare dottore della Chiesa. Flavio si preoccupava di chi era in difficoltà , era amico di tutti, era giusto con tutti a costo di sembrare duro. Flavio era l’esempio di una cristianità nuova, moderna al passo con i tempi. Proprio per questo è stato spogliato di tutti i suoi averi, di tutti i suoi sogni, é stato strappato ai suoi familiari con il ricatto vergognoso sul suo figlio, infine é stato crocifisso nella sua malattia. Ha pagato ampiamente qualsiasi peccato possa aver commesso, mentre coloro che sono stati la causa del suo peccato adesso si travestono di dolore mentre si giovano del bene che ha creato.

Non fermiamoci alle apparenze, non crediamo alle parole, ma cerchiamo di guardare in fondo al cuore. Nessuno potrà capire il dolore mio, di mia sorella, di mio padre e di mia madre. Nessuno puó arrogarsi il diritto di sostituirsi a noi, perché solo noi sappiamo veramente chi è Flavio. Non permettiamo a nessuno di assumere incarichi non dovuti. Noi siamo i suoi familiari e nessuno potrà cancellare questo legame, nemmeno con inganni e sotterfugi. Adesso tutta la mia famiglia è serena, perché la morte terrena ha liberato finalmente Flavio. Ora la sua anima è libera, proprio come quando era vicino a noi, quando era libero di sorridere, scherzare, aiutare, parlare, confidarsi, condividere. Quando usciremo da questo luogo avremo finalmente Flavio per sempre con noi. La sua presenza finalmente sarà costante e rassicurante.

Basterà guardare il suo sorriso per essere sicuri che lui sarà sempre pronto ad aiutarci e a sostenerci come faceva quando era in vita.

Auguro a tutti di poter riuscire a scoprire tutto quello che è stato, al di là della sua figura esteriore. Quando capirete cosa era Flavio, Flavio diventerà presente in ogni vostra giornata. Avrete la sicurezza che appena girato l’angolo lo ritroverete con il suo solito sorriso e la sua battuta pronta.

Buona serata a tutti e grazie ancora.

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Agostino e Flavio Abbaticchio

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«Ecco come far rimanere i nostri soldi e le nostre ricchezze al sud»

Manifestazione Casamassima (Ba)L’INTERVISTA: Abbaticchio: «Ecco come far rimanere i nostri soldi e le nostre ricchezze al sud»

11.7.2014
«Il Sud è fatto sopratutto di uomini che hanno voglia di riappropriarsi della propria terra», così Agostino Abbaticchio, coordinatore del progetto CompraSud parla della sua terra. Il Brigante Peuceta, come per anni si è fatto chiamare in rete, ha però messo in piedi un sistema di condivisione per creare un’economia equa solidale e sopratutto locale. «La mia idea di Sud si rifà a quella prima dell’invasione dei Piemontesi – spiega Abbaticchio, parlando del sud – Per onestà intellettuale bisogna dire che anche prima di loro i problemi al sud c’erano; con lotte sociali tra latifondisti e contadini e con la supremazia dei poteri forti. Tutte queste difficoltà però trovavano risposte in un piano risolutivo dei Borbone, che avrebbe certamente dato maggiori frutti rispetto a quelli attuali. Oggi ci ritroviamo con un sud che avrebbe moltissimo da rivedere, sia in termini sociali che operativi, con un mare di opportunità da potenziare. Basta fare un esempio per comprendere il mio discorso. Ci ritroviamo oggi a pagare per l’impianto Ilva sia per il disastro ambientale che per quello legato alla salute della gente. L’Ilva è il simbolo di scelte scellerate che hanno voluto violentare, abusare e opprimere il sud. Se consideriamo che l’impianto sorge su una delle zone naturalistiche più belle del nostro Paese, capiamo con poco quanto sia stato vano creare un’impresa capace di dare un reddito assistito per qualche anno e al contempo privarci di altri fonti economiche come il turismo. Solo oggi capiamo che l’Ilva non da niente e fa solo gli interessi del nord; anche parche le assunzioni non sono a vita visto che i mercati cambiano invece il nostro paesaggio e la nostra natura può regalarci reddito in eterno. Al contrario noi lo abbiamo distrutto per l’eternità con scarichi di veleni e occultamento di rifiuti». Una ricetta c’è sicuramente per questo meridione sempre messo in discussione anche Abbaticchio ha una sua formula. «Innanzitutto per risollevare il sistema – spiega Abbaticchio – bisogna abbattere il dualismo politico che ci imbevuto la testa di chiacchiere. Non più una destra o una sinistra ma un solo pensiero: “il bene del sud”. I sistemi di controllo ci impongono una doppia visione delle cose per creare disunione e dove la discordia abbonda è possibile far breccia con altri progetti che portano la firma di grandi magnati senza scrupoli, ad ogg ricchi solo grazie al sangue della povera gente. Bisogna pensare una volta tanto alla nostra terra e non ai partiti. Bisogna soprattutto capire che viviamo su una terra finita e non infinita e quindi non possiamo pensare solo ad un aumento di redditività ma alla qualità della vita. In quest’ottica dobbiamo recupera non il “ben avere” ma il benessere per non sentirci schivi del sistema ma protagonisti dei nostri tempi». Abbaticchio spiega come una semplice idea può darci tutto questo «Comprasud è una filosofia di vita – sottolinea Abbaticchio – In pratica significa acquistare, produrre e vivere a chilometro zero. Spesso per controbattono a questa mia filosofia con frasi del tipo “ma se il prodotto non può essere a chilometro zero… tipo il caffé?”, a queste persone rispondo – continua Abbaticchio – che ad oggi il cittadino ha la possibilità di cambiare lo stile di vita seguendo anche gli ideali e quindi si può optare o per un surrogato, e ritornando al Caffè può essere sostituto dall’orzo, oppure bisogna far attenzione al luogo dove avvengono le fasi produttive e quindi, continuando nell’esempio, anche lo stabilimento di torrefazione può essere un indicatore importante per creare rete a km 0. Inoltre nella nostra quotidiana scelta che ci vede spendere fior di quattrini per beni e servizi, bisogna anche tener conto delle aree geografiche particolarmente disagiate perché il sud non solo il meridione d’Italia. Può sembrare utopia ma vi garantisco che è solo una questione di abitudine e di gusti che vanno affinati con una politica educativa che faccia dei nostri prodotti delle eccellenze. È assurdo vedere i nostri ragazzi mangiare hamburger del Mc Donald’s e non i Torcinelli foggiani ad esempio. Entrambi portano a tavola parti meno nobili delle carni vaccine e bovine solo che nel primo caso facciamo oceaniche file alla cassa pur di acquistare un happy meal mentre nel secondo ci “schifiamo anche solo a sentir l’odore della brace”. Idem per la tanto osannata Nutella, che negli ultimi giorni è stata premiata con un francobollo dello Stato Italiano. Ebbene la stessa Nutella non è annoverata tra le aziende italiane ma bensì tra le multinazionali di famiglia con sede in Lussemburgo e nello stesso tempo si permette all’Ue di uccidere la pizza napoletana con decreti e disposizioni che ne variano il processo produttivo senza manco dedicargli un francobollo. Poi anche sul processo produttivo della Nutella c’è molto da dire visto che si utilizza per il confezionamento l’olio di palma, causa della distruzioni di milioni di ettari di foresta. Ma oltre a questioni legati agli ideali bisogna capire e far capire ai nostri conterranei che investire nel Comprasud significa investire nei propri figli senza spendere una lira. Per capirci meglio se inizio a mangiare zuccherando gli alimenti con il miele proveniente da un’azienda del mio paese è molto probabile che la stessa azienda incrementando la propria produzione possa assumere mio figlio o comunque un figlio di questa terra. Mangiare sud significa arricchire il sud. Guardate dietro alle etichette degli alimenti presenti nel vostro frigo e iniziate a dividerli in due panieri, uno con la scritta sud e uno con la scritta resto del mondo. Vi garantisco che troverete poco del nostro sud. Ormai anche la pasta, con il granaio d’Italia a due passi, proviene dall’Emilia o ancor peggio da qualche azienda più al nord. Come può un pastificio emiliano poter dar lavoro a vostro figlio qui al sud?. E purtroppo noi del sud siamo stracolmi di controsensi e mentre parlo di chilometro zero poi scopro dai giornali che durante la crisi della centrale del latte di Taranto gli stessi dipendenti hanno dichiarato di comprare latte prodotto altrove, tipo Parmalat. Siamo veramente assurdi certe volte».
Abbaticchio spiega poi come un cambiamento radicale del sud deve partire da noi stessi «L’arma più forte dei nostri avversari è la nostra ignoranza. Più siamo ignoranti e più siamo manipolati. Abbiamo un modo di agire spesso che si racchiude nelle parole “si tira a campà, finche va” e questa cosa avvantaggia altri territori e altre imprese. Ad esempio strumenti di sviluppo come il contratto di rete è stato utilizzato in minima parte. Su base nazionale solo è nato al 20% con non più di 1600 aziende. Questo non significa che il progetto non è idoneo per il mezzogiorno ma probabilmente che questa linea di agevolazioni non sono state studiate da commercialisti e consulenti che seguono le nostre imprese. Abbiamo quindi bisogno di maggiore attenzione alle misure messe in campo per l’imprenditoria cercando sempre di più di elevare la nostra professionalità. Il sud si deve identificare sotto un unico principio per dire basta alla cappa di una dittatura politica che non ci da la possibilità di svilupparci». In risposta Abbaticchio ha già ideato qualcosa di concreto. «Tra le iniziative tangibili c’è il Comprasud e tra le prime imprese messe in piedi c’è una sede fisica dove poter creare rete e comunicazione e dove promuoveremo le nostre campagne. Da qui partirà il Mercasud … una vetrina dove poter creare interazione, in un primo momento tra imprenditori e poi successivamente anche con la vendita ai cittadini con una sorta di Gas. Anche la scelta della location non è casuale. Difatti la sede è in Via Nizza, 85 a Bari, in un’area popolare per dare prime risposte a chi spesso a fine mese è costretto a fare i conti con problemi economici reali. A loro vogliamo proporre i nostri panieri made in sud dove far sposare la qualità e la convenienza insaporiti da un bel pizzico di identità meridionale.
E iSud ci sarà, a fianco di chi esce dal salotto e si muove verso il futuro di questo Sud potenzialmente grande, in tutto, in qualità umane e della vita. Potete contattare Agostino per informazioni chiedendogli amicizia qui su iSud o utilizzando il nostro modulo di contatto 

 

Andrea Gisoldi (i-sud.it)
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